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Assistenza Siti Web: recupero, WordPress, SEO e Ads

Il tuo sito web non funziona o è stato abbandonato? Ecco come ripartire

Un sito web dovrebbe essere uno strumento al servizio della tua attività. Ma cosa succede quando smette di funzionare, non viene più aggiornato oppure chi lo ha realizzato non è più disponibile?

È una situazione più comune di quanto si possa pensare.

Siti WordPress non aggiornati, pagine che non si vedono correttamente, errori improvvisi, moduli che non inviano più email, problemi con hosting e dominio, siti diventati molto lenti o progetti completamente abbandonati dal precedente webmaster.

E poi c'è un altro caso molto frequente: il sito funziona, ma non porta risultati.

Niente visite da Google, poche richieste di contatto e nessuna strategia SEO o pubblicitaria.

La buona notizia è che non sempre bisogna ricominciare da zero.

Il sito non funziona: prima di rifarlo, bisogna capire cosa è successo

Quando un sito presenta un problema, la prima tentazione può essere quella di pensare immediatamente a un nuovo progetto.

In realtà, la prima cosa da fare è una diagnosi tecnica del sito web.

Il problema potrebbe dipendere dall'hosting, da WordPress, da un plugin non più compatibile, da un aggiornamento, dal certificato SSL, dal database, dal DNS oppure da modifiche effettuate nel tempo senza un'adeguata manutenzione.

In alcuni casi il sito è ancora perfettamente recuperabile.

Per questo, prima di proporre un restyling completo, preferisco capire cosa funziona, cosa non funziona e cosa conviene realmente recuperare.

A volte basta un intervento mirato. Altre volte emerge invece che continuare a lavorare sulla vecchia struttura costerebbe più tempo e risorse rispetto a riprogettarla correttamente.

Sono due situazioni completamente diverse e vanno valutate prima di prendere una decisione.

Il webmaster è sparito: e adesso?

È probabilmente una delle situazioni più spiacevoli.

Hai investito nella realizzazione del sito e, dopo qualche anno o addirittura qualche mese, hai bisogno di una modifica o di assistenza.

Scrivi.

Aspetti.

Nessuna risposta.

Oppure scopri che il professionista o l'agenzia che seguiva il progetto non si occupa più del sito.

A questo punto bisogna innanzitutto recuperare il controllo degli strumenti necessari: dominio, hosting, database, WordPress, account email, Google Analytics, Search Console ed eventuali account pubblicitari.

Quando gli accessi sono disponibili, prendere in gestione un sito realizzato da altri è assolutamente possibile.

Il lavoro consiste prima di tutto nel ricostruire la situazione esistente, verificare lo stato tecnico del progetto e stabilire le priorità.

Non è necessario essere stati gli autori originali di un sito per poterlo sistemare.

Serve però capire come è stato costruito.

Assistenza WordPress: quando il sito ha bisogno di manutenzione

WordPress è uno strumento estremamente flessibile, ma proprio questa flessibilità significa che un sito è composto da diversi elementi che devono continuare a lavorare insieme.

CMS, tema, plugin, PHP, database e server cambiano nel tempo.

Un sito lasciato senza manutenzione per anni può quindi iniziare a manifestare problemi.

Tra quelli più frequenti:

  • sito lento;
  • errori dopo un aggiornamento;
  • pagine non raggiungibili;
  • problemi nella visualizzazione da smartphone;
  • plugin non più compatibili;
  • moduli di contatto che non funzionano;
  • errori PHP;
  • problemi SSL;
  • problemi con hosting o dominio;
  • redirect errati;
  • pagine scomparse da Google;
  • siti compromessi o con comportamenti anomali.

In questi casi il primo obiettivo non è aggiungere nuove funzionalità.

È riportare il sito a una situazione stabile, sicura e gestibile.

Solo successivamente ha senso ragionare su SEO, campagne pubblicitarie o nuove attività di web marketing.

Se invece il problema riguarda la realizzazione o la ricostruzione completa del progetto, puoi approfondire il servizio di creazione siti web .

Il sito funziona, ma nessuno lo trova su Google

Questo è un problema diverso.

Tecnicamente il sito esiste e funziona, ma dal punto di vista commerciale è quasi invisibile.

Ed è qui che entra in gioco la SEO.

Avere un sito online non significa automaticamente essere visibili sui motori di ricerca.

Bisogna verificare, tra le altre cose:

  • come Google sta leggendo e indicizzando le pagine;
  • quali contenuti sono già posizionati;
  • quali keyword possono essere realmente interessanti;
  • struttura e gerarchia delle pagine;
  • title e meta description;
  • contenuti;
  • performance e usabilità;
  • link interni;
  • eventuali problemi tecnici;
  • dati strutturati;
  • concorrenza presente nei risultati di ricerca.

Un sito che non ha mai avuto una vera strategia SEO può avere parecchio lavoro davanti a sé, ma questo non significa necessariamente doverlo rifare.

In molti casi è possibile partire proprio da quello che già esiste e migliorarlo progressivamente.

Puoi approfondire il tema nella pagina dedicata a SEO e posizionamento sui motori di ricerca .

Prima di fare SEO, bisogna sapere da dove si parte

Quando prendo in gestione un sito già esistente, preferisco non iniziare modificando pagine e testi alla cieca.

Prima bisogna raccogliere dati.

Un'analisi iniziale permette di capire se il sito possiede già traffico organico, quali pagine vengono visitate, per quali ricerche compare su Google e quali problemi potrebbero limitarne la crescita.

È importante anche evitare di distruggere quello che già funziona.

Una pagina apparentemente vecchia, ad esempio, potrebbe avere acquisito negli anni una buona visibilità sui motori di ricerca.

Eliminarla o modificarne URL e contenuti senza un'analisi preliminare potrebbe significare perdere parte del lavoro accumulato nel tempo.

Recuperare un sito significa anche preservarne il valore digitale.

SEO o Google Ads? Non sono necessariamente alternative

Una volta sistemata la parte tecnica, si può iniziare a ragionare sulla visibilità.

Ed è qui che spesso arriva la domanda:

Meglio investire nella SEO o nelle campagne Google Ads?

La risposta dipende dagli obiettivi.

La SEO punta a costruire progressivamente una presenza organica sui motori di ricerca attraverso struttura, contenuti, autorevolezza e ottimizzazione tecnica.

Google Ads consente invece di attivare campagne pubblicitarie per intercettare utenti attraverso annunci a pagamento.

In diversi progetti le due attività possono convivere.

Le campagne possono essere utilizzate per generare traffico in tempi più rapidi, mentre parallelamente viene sviluppato un lavoro SEO destinato a consolidare la presenza organica del sito.

Per un approfondimento puoi leggere anche: SEO o Google Ads? Cosa sapere per scegliere bene .

Non ha senso portare traffico verso un sito che non funziona

Investire in pubblicità quando il sito è lento, confuso, poco credibile o presenta problemi tecnici significa rischiare di sprecare budget.

Prima delle campagne viene il sito.

L'utente può anche arrivare grazie a un annuncio, ma una volta atterrato sulla pagina deve capire immediatamente:

  • dove si trova;
  • cosa gli viene offerto;
  • perché dovrebbe fidarsi;
  • qual è il passo successivo.

Se il sito non riesce a rispondere rapidamente a queste domande, aumentare il traffico non risolve il problema.

Lo amplifica.

Per questo considero sito web, SEO e advertising parti dello stesso ecosistema.

Hai ereditato un sito web e non sai nemmeno come è stato realizzato?

Nessun problema.

Non serve conoscere WordPress, PHP, DNS o il funzionamento di un server.

Il punto di partenza può essere semplicemente questo:

“Ho questo sito e ho bisogno di capire cosa si può fare.”

Da lì è possibile verificare la situazione.

Il sito può essere analizzato per capire con quale tecnologia è stato realizzato, dove è ospitato, quali problemi presenta e quali interventi potrebbero essere necessari.

Anche quando mancano alcuni accessi, si può iniziare a ricostruire la situazione e individuare cosa occorre recuperare.

Recuperare il sito oppure rifarlo?

Non esiste una risposta valida per tutti.

Se la struttura tecnica è ancora valida, il sito è gestibile e il progetto ha contenuti o posizionamenti da preservare, può essere molto più sensato recuperarlo e migliorarlo.

Se invece ci troviamo davanti a una tecnologia obsoleta, problemi strutturali importanti o un progetto ormai completamente distante dalle esigenze dell'attività, può essere conveniente pensare a un restyling o a una nuova realizzazione.

La decisione dovrebbe arrivare dopo l'analisi, non prima.

Un unico riferimento per sito, SEO e advertising

Uno dei problemi che incontro più spesso è la frammentazione.

Una persona gestisce il sito.
Un'altra si occupa della SEO.
Un'altra ancora delle campagne.

Quando qualcosa non funziona, diventa difficile capire dove si trovi il problema.

Mi occupo di web design e progetti digitali dal 2003 e il mio approccio parte dall'idea di considerare il sito nel suo insieme: assistenza tecnica, sviluppo, performance, SEO e advertising devono dialogare tra loro.

Questo diventa particolarmente importante quando si prende in gestione un progetto realizzato da altri.

Prima si rimette ordine. Poi si decide come crescere.

Hai un sito web che non funziona o che è stato abbandonato?

Se il tuo sito non si vede più, presenta errori, è diventato lento, non viene aggiornato da tempo oppure il professionista che lo seguiva non è più disponibile, non significa necessariamente che devi ricominciare da zero.

Possiamo partire da un'analisi del progetto esistente e capire:

  • cosa è successo;
  • cosa può essere recuperato;
  • quali problemi devono essere risolti;
  • cosa vale la pena migliorare;
  • se è necessario un restyling;
  • come impostare successivamente SEO e campagne pubblicitarie.

Il primo passo non è acquistare un nuovo sito. È capire di cosa ha realmente bisogno quello che possiedi già.

Contattami per raccontarmi il problema del tuo sito web.

Domande frequenti sull'assistenza ai siti web